Mano

La sua mano sapeva essere dolce e rassicurante ma anche un esplosione di eccitazione senza uguali.
Vittoria amava le sue mani,un porto sicuro quando aveva bisogno di sostegno e spudoratamente eccitanti quando la sua voglia saliva.
Come tutte le sere,s’incontrano allo stesso posto, ormai l’aria é tiepida, il mare ed il suo profumo sono per entrambi il luogo ideale pee staccare dai doveri e dalla pesantezza della giornata.
– ho preparato tutto io,tu porta solo da bere..
Disse vittoria in un messaggio.
– Che mi hai preparato questa sera di buono?
– niente di che,ho preso della pizza..
– niente di che? Menomale! Sorrise Ivan.
– Dai muoviti che poi fa freddo,ho preso la birra,un plaid e una coperta.
-Arrivo!
Vittoria arrivò con il suo splendido sorriso,con il sorriso di chi sa che quelle mani,le prenderanno il viso e la baceranno fino a toglierle il respiro.
-Piccola!!! Eccoti…fatti baciare tutta!
Resto’ ferma a prendersi quel bacio mozzafiato,lo strinse a se..
– Amo il tuo profumo disse Vittoria con un filo di voce,mentre si sedeva per terra sul plaid,ancora la sabbia era umida la sera..ma pensò che non gliene fregava nulla,perché e purché fosse con lui.
Porse il suo fagotto verso Ivan,che prontamente afferrò.
– Amo ho una fame..meno male che ci pensi tu..
Vittoria sorrise,quasi imbarazzata.
Ivan la guardava..
– c’e qualcosa che non va ivan?
No,ti guardavo..ed avrei voglia di mangiare te,se fosse possibile.
– e me lo dici così, fra un morso di pizza e un sorso di birra?
Lui credo nemmeno la sentii..
Si avvicinò per baciarla
Per accarezzare il suo collo ed i suoi seni..
– Sei buona,come la pizza Vittoria..
Quelle mani che lei tanto adorava,ora erano su tutto il suo corpo,solcavano le pareti della sua vagina gia bagnata,era agile con le mani,riuscivano a prenderla tutta in un nano secondo..
– amo quando gemiti Vittoria.
Ed io amo le tue mani ivan.
Le dita leggermente stingevano i suoi capezzoli gonfi e rossi.
Era ormai chiaro che da li a breve avrebbero cercato un posto appartato per donarsi i corpi, il piacere e la perversione

To be continued……

Dimmi che non mi vuoi!

Il mare non era un testimone silenzioso; era il complice perfetto. Il fragore delle onde che si infrangevano sulla scogliera copriva il suono dei loro respiri, mentre il vento portava con sé il sapore del sale e l’odore selvaggio della libertà.
​Si erano rifugiati in una caletta nascosta, dove la luna tagliava l’acqua con una lama d’argento. Alex era fermo a pochi passi dalla riva, le scarpe abbandonate sulla sabbia umida, lo sguardo fisso sull’orizzonte come se cercasse lì la forza per restare lontano da lei.
​”Dovremmo andarcene,” disse lui, la voce resa roca dalla brezza marina.
“Ti ho detto che non ha senso. Non ti penso quando sono solo, Elena.
Riesco a vivere senza di te.”
​Elena non rispose. Si sfilò i sandali e camminò verso di lui, i piedi che affondavano nella sabbia fresca. Quando gli fu dietro, non lo abbracciò subito.
Lasciò che il calore del suo corpo irradiasse contro la schiena di lui, una sfida silenziosa alla sua indifferenza di facciata.
​Sotto la pelle, oltre le parole
​Alex si voltò bruscamente, intenzionato forse a ribadire il suo rifiuto, ma le parole gli morirono in gola.
Elena aveva i capelli scompigliati dal vento e la pelle che brillava di una luce opalescente.
​Lui tese una mano, le dita che tremavano appena prima di affondare tra le ciocche umide di lei.
“Sei veleno,”maledetta! sussurrò, attirandola a sé con una forza che smentiva ogni sua precedente negazione.
​Il bacio che seguì fu come una tempesta:
​Impulsivo, come l’urto delle onde sugli scogli.
​Sapido, del sale che avevano sulle labbra.
​Disperato, come se quel contatto fosse l’unico modo per respirare.
​Le mani di Alex, per niente controllate, iniziarono un’esplorazione febbrile. Risalirono dalle caviglie di lei lungo i polpacci, sollevando l’orlo del vestito leggero. Ogni carezza era una marcatura, un modo per incidere il suo desiderio sulla pelle di lei, mentre le sue dita disegnavano cerchi infuocati sull’interno coscia.

​Elena gemette contro la sua bocca, le unghie che scavavano la pelle di lui attraverso la maglia sottile.
“Dimmi ancora che non mi vuoi,stronzo!. Dillo mentre mi senti.”
​Lui la fece zittire con le labbra e la fece stendere sulla sabbia umida, si incuneò tra le sue gambe, le mani che ora vagavano libere sotto la stoffa, cercando il calore più intimo. Le sue carezze erano audaci, cariche di una bramosia che non ammetteva più scuse,
Elena lo guardava sapendo che quelle mani avrebbero voluto possederla altre mille volte.
​”Ti odio perché mento a me stesso ogni volta che respiro,” ansimò lui, affondando il viso nell’incavo del suo collo, baciando la pelle tesa e vibrante.
​Il tocco di lui: ruvido e possessivo, che cercava ogni centimetro di pelle scoperta.
​La risposta di lei: un inarcarsi del corpo, un invito esplicito a perdersi in quel caos di sensi.
​Il rumore del mare sembrava scorrere nelle loro vene.
Alex le alzo’ il vestito con dita impacciate dalla fretta, esponendo il seno alla brezza del vento.
Quando la sua bocca trovò la pelle nuda, Elena gettò la testa all’indietro, offrendosi totalmente a quell’uomo che a parole la respingeva, ma che con il corpo la reclamava come sua unica religione.
​”Non mi pensi, vero?” mormorò lei, mentre lo attirava ancora più vicino, sentendo il battito accelerato del cuore di lui contro il proprio.
​”Non faccio altro,” confessò finalmente lui, arrendendosi alla verità mentre la stringeva tra le braccia, travolto dalla marea di un desiderio che nessuna logica avrebbe mai potuto arginare.
​” La tua carne Elena,quanto l’ho desiderata, morbida, liscia….le parole si confondevano fra i baci sulla pelle e la lingua,ora leccava la sua vagina con ardore mentre lei le urlava quanto le fosse mancato.
I loro corpi ormai intrecciati tra un unica follia,volevano solo possederai.
Elena voleva sentirlo dentro,dentro la sua anima pulsante .
” Scopami Alex,scopami ti prego!
Alex prese Elena con tanta e tale forza che Elena urlò,un gemito così potente che fece impazzire Alex tanto da scoparla forte fino a esplodere insieme in un orgasmo Senza precedenti.
Quel desiderio folle di aversi, quell’immagine di loro uniti nella carne che tante volte avevano immaginato masturbandosi…era compiuto .
” Dimmi che non mi vuoi”
” Alex,la guardo..sorrise,le baciò la fronte e si accoccolò al suo seno.
Elena lo abbracciò forte guardando il cielo e pregando Dio,che quella non sarebbe stata l’ultima volta.

Posted in Senza categoria | Commenti disabilitati su Dimmi che non mi vuoi!

La musica che mi piace

​Il ritmo della cassa era un battito cardiaco accelerato che riempiva la stanza.
Elena fece un passo avanti, entrando nel cono di luce viola della console.
Alex si accorse della sua presenza solo quando sentì il profumo di lei sovrastare l’odore dell’elettronica calda.
​Si tolse le cuffie, lasciandole scivolare sulle spalle, ma non smise di muovere la mano sinistra su un potenziometro, sfumando le frequenze alte.
I suoi occhi corsero lungo il corpo di Elena, soffermandosi sulla biancheria di pizzo nero che ora era l’unica cosa a coprirle la pelle.
​”Sei tornata presto,” mormorò lui, con una voce resa roca dal riverbero dei bassi. Lo sguardo era fisso su di lei, carico di un’aspettativa che non cercava di nascondere.
​Elena sorrise, un’espressione carica di una sfida silenziosa. Si avvicinò alla console, premendo il bacino contro il bordo del tavolo tecnico, proprio di fronte a lui.
“La musica era troppo alta,” rispose lei, abbassando la voce fin quasi a un sussurro malizioso.
“Si sentiva fin dal corridoio. Mi ha fatto venire voglia di… disturbarti.”
​Con un movimento lento, Elena allungò una mano verso la console. Le sue dita, con le unghie laccate di scuro, sfiorarono quelle di Alex mentre lui cercava di regolare il volume.
Lei non lo lasciò fare; spinse invece il fader verso l’alto, facendo esplodere il suono nella stanza.
​”Disturbarmi?” Alex ridacchiò, un suono basso che si confuse con la musica. Le afferrò il polso, attirandola tra le sue gambe mentre era ancora seduto sullo sgabello.
“E sentiamo, qual è il piano? Perché se l’obiettivo era distrarmi dal mix, ci sei riuscita al primo bottone che hai slacciato.”
​”Voglio vedere se riesci a tenere il tempo anche quando non hai le mani sui tasti,” ribatté lei.
Si chinò in avanti, costringendolo a inclinare la testa all’indietro.
Gli passò la punta della lingua sul lobo dell’orecchio, proprio dove poggiava l’archetto delle cuffie, prima di morderlo leggermente.
​Alex imprecò a bassa voce, perdendo definitivamente interesse per i loop che giravano sui monitor.
Le sue mani, calde e impazienti, corsero lungo le cosce di Elena, risalendo con decisione sotto il pizzo. La pelle di lei era bollente, in netto contrasto con l’aria condizionata della stanza.
​”Il pavimento è freddo, Elena,” avvertì lui, con un sorriso predatore, mentre la faceva scivolare giù dallo sgabello, guidandola verso il parquet scuro.
​”Allora vedi di tenermi al caldo tu,” rispose lei, mentre si sdraiava, tirandolo a sé per il colletto della maglietta.
​Alex si inginocchiò sopra di lei, le mani piantate ai lati della sua testa. La musica sopra di loro era diventata un muro di suono che li isolava dal resto del mondo.
“Ti avverto,” sussurrò lui a un centimetro dalle sue labbra, “non ho intenzione di essere delicato con questo remix.”
​Elena inarcò la schiena, sentendo il contatto ruvido dei jeans di lui contro le sue gambe nude.
“Meno chiacchiere, DJ. Fammi sentire il beat.”
Il calore tra i due era diventato una pressione insopportabile, un’elettricità che superava quella dei cavi sparsi intorno a loro.
Alex fissò Elena negli occhi, lasciando che la provocazione di lei gli scavasse dentro. Non era più una questione di musica; il ritmo ora lo dettava il respiro spezzato di lei.
​Con un gesto deciso, Alex le afferrò i polsi, inchiodandoli sopra la testa sul legno freddo del pavimento. Il contrasto tra il gelo del parquet e il fuoco della pelle di lui la fece sussultare, un brivido che le percorse la schiena inarcandola verso di lui.
​”Hai voluto alzare il volume, Elena?” mormorò lui, la voce ridotta a un graffio sensuale contro il suo collo. “Adesso stammi dietro.”
​La reazione di Alex fu immediata e possessiva.
Le sue mani abbandonarono i polsi per scendere con forza lungo i fianchi, attirandola a sé in un incastro perfetto. Ogni suo movimento era calcolato, potente, guidato dai bassi che facevano tremare le assi del pavimento sotto i loro corpi.
Elena rispose con un gemito soffocato, affondando le unghie nelle sue spalle, portandosi a stringere le sue natiche cercando di ancorarsi a lui mentre il mondo intorno diventava solo sfocatura e vibrazione.
​La tensione salì vertiginosamente, un crescendo che ricalcava la struttura della traccia che girava in loop sulla console. Le parole lasciarono il posto ai respiri corti, ai nomi sussurrati come preghiere o imprecazioni.
Alex sentì la resistenza di Elena cedere, trasformandosi in una danza frenetica di bacini e sguardi che non si staccavano mai.
​”Alex… ora,” implorò lei, la voce rotta, mentre i suoi occhi cercavano quelli di lui in cerca di un segnale.
​Lui non rispose a parole. Aumentò il ritmo, un’ultima sequenza di spinte decise che portarono entrambi sull’orlo del precipizio.
Quando il beat della musica raggiunse il suo picco massimo, esplodendo in un muro di suono bianco, anche loro si lasciarono andare.
​L’orgasmo li travolse come un’onda d’urto.
Elena strinse le gambe attorno alla vita di lui, gettando la testa all’indietro mentre un grido muto le moriva in gola.
Alex si irrigidì sopra di lei, nascondendo il viso nell’incavo della sua spalla, espirando tutto il fiato che aveva in corpo mentre il piacere lo scuoteva violentemente.
​Rimasero così per minuti che sembrarono ore, distesi sul pavimento mentre la musica, finita la traccia, scivolava in un silenzio vibrante, interrotto solo dal ticchettio dei loro cuori che cercavano di tornare a un ritmo normale.

Posted in Senza categoria | Commenti disabilitati su La musica che mi piace

Il brivido…tu!

​Il fumo della pioggia sull’asfalto sembrava l’unico rumore capace di coprire il battito accelerato del cuore di entrambi. Quando la porta si chiuse alle loro spalle, il silenzio dell’appartamento non durò che un istante, subito spezzato dal respiro corto di chi ha corso per chilometri senza muoversi di un passo.
​Lui la guardò, ancora appoggiata allo stipite. I capelli erano umidi, gli occhi avevano quella stessa scintilla selvaggia che lui aveva cercato di dimenticare per mesi.
​«Pensavi davvero che sarei riuscita a stare nello stesso locale senza venire a cercarti?» mormorò lei, la voce che era un graffio vellutato.
​Lui accorciò le distanze, fermandosi a un soffio dalle sue labbra, ma senza toccarle.
«Pensavo fossi diventata più saggia, Elena. Invece sei ancora qui a cercare il fuoco.»
​«Il problema è che nessun altro sa come accenderlo,» rispose lei, portando le mani al colletto della sua camicia, sbottonando il primo bottone con una lentezza tortuosa. «Mi sei mancato così tanto che è diventato un dolore fisico.»
​Lui imprecò a bassa voce, perdendo ogni parvenza di controllo. Le sue mani le afferrarono i fianchi, sollevandola di peso e spingendola contro il legno della porta. Lei incrociò le gambe attorno alla sua vita, sentendo immediatamente la tensione muscolare di lui e il calore che irradiava attraverso i vestiti.
​«Non è cambiato niente, vero?» chiese lui contro il suo collo, mentre le baciava la pelle con una fame disperata. «Sento ancora come tremi appena ti sfioro.»
​«Zitto e spogliami,» gemette lei, gettando la testa all’indietro. «Voglio sentire la tua pelle contro la mia finché non mi dimentico come mi chiamo. Voglio che mi porti al limite, come facevi sempre.»
​Le mani di lui scivolarono sotto il vestito di lei, risalendo le cosce con una padronanza che mandò scariche elettriche lungo la colonna vertebrale di entrambi. Con un movimento fluido la trascinò verso la camera, lasciando una scia di vestiti abbandonati sul pavimento, finché non la spinse sul letto.
​«Guardami,» ordinò lui, la voce ridotta a un sussurro roco di comando. Le prese il mento, costringendola a incrociare il suo sguardo bruciante. «Voglio che tu sappia esattamente chi ti sta toccando. Non è un estraneo, Elena. Sono io.»
​«Lo so che sei tu,» rispose lei con una sfida che era un gemito. «Nessun altro osa prendermi così. Nessun altro mi fa sentire così maledettamente nuda anche quando ho ancora i vestiti addosso.»
​Lui non rispose con le parole. Con un gesto secco le sfilò l’intimo, lasciandola esposta alla luce fioca della stanza. La sua mano scivolò tra le cosce di lei, trovandola già bagnata, pronta, un calore che lo fece quasi impazzire. Elena inarcò la schiena, un brivido violento che le percorse il corpo quando le dita di lui iniziarono a muoversi con una precisione crudele, alternando spinte decise a sfioramenti lentissimi.
​«Ti ricordi questo?» mormorò lui, aumentando la pressione. «Ti ricordi come sapevo esattamente dove premere per farti perdere la ragione?»
​«Sì… Dio, sì,» ansimò lei, mentre le sue labbra non lasciavano le sue «Non fermarti. Non osare fermarti ora.»
​Lui si liberò dei pantaloni con urgenza brutale e si posizionò sopra di lei. Il contatto della sua pelle nuda contro quella di lei fu come un corto circuito. Quando entrò in lei, lo fece con una spinta unica, profonda, che le tolse il fiato. Elena emise un grido soffocato contro la sua spalla, stringendo le gambe attorno ai suoi fianchi per tirarlo ancora più dentro.
​Il ritmo divenne subito frenetico, una danza di carne e ossessione. Ogni colpo di lui era una rivendicazione, ogni risposta di lei un cedimento totale. I loro corpi sbattevano l’uno contro l’altro con un suono sordo e bagnato, un ritmo primordiale che oscurava tutto il resto.
​«Dì il mio nome,» pretese lui, il sudore che imperlava la sua fronte mentre spingeva con una forza che la faceva sussultare a ogni colpo. «Voglio sentirlo mentre ti prendo tutto.»
​«Alex… Alex, ti prego!» urlò lei, la voce che si spezzava. Sentiva la tensione accumularsi alla base del ventre, una marea scura che stava per travolgerla. Il piacere era così acuto da confondersi col dolore, un’estasi che le annebbiava la vista.
​Lui accelerò ancora, i suoi movimenti diventando quasi violenti nella loro urgenza. Sentiva i muscoli di lei contrarsi attorno a lui in spasmi involontari, il segnale che il limite era stato raggiunto.
​«Vieni, Elena. Vieni!»
​L’orgasmo esplose in lei come una deflagrazione, un’ondata di calore che le fece perdere i sensi per un istante eterno. Lui emise un grido strozzato, unendosi a lei in quel collasso di piacere, spingendo un’ultima volta nel profondo mentre il suo seme e il desiderio di entrambi si fondevano in un unico battito accelerato.
​Rimasero così per minuti, i petti che si alzavano e abbassavano all’unisono, l’odore del sesso e della pioggia che ancora saturava l’aria. Il silenzio che seguì non era più vuoto, ma pesante di una verità che nessuno dei due aveva il coraggio di ammettere ad alta voce: nonostante il tempo, non erano mai stati davvero separati.

Buon San valentino

Avete prenotato un luogo hot e peccaminoso dove darvi senza remore?

Io no😂 ma nella mia mente seduttiva ho già organizzato tutto nei minimi dettagli.

La colazione cuoriciosa,tazze, brioches,cucina tutta piena di cuoricini rossi.
Un bel completino intimo che non lascia nulla all’immaginazione e tanto sesso sul tavolo..
Sul divano..dentro la doccia!
È la festa dell’amore lo so..Ma se desideri il tuo partner,quello è amore,se solo a guardarlo fremi…Se a pensarlo vorresti mangiarlo…beh Si! È amore.
Auguro ad ognuno di voi un desiderio prorompente per la persona amata.
L’amore che sa giocare,stuzzicarsi,coccolarsi.
Buon San Valentino. 💋❤

L’esplosione di un bacio

L’anima del sesso è il bacio.
Tutto si scatena quando le labbra si sfiorano,l’adrenalina sale e con essa la passione più grande.
Nessuno sa dove andrà a finire,il percorso che quelle lingue percorreranno.
Tutto inizia da quelle labbra che pian piano irrorano la tua, a volte lieve,a volte invadente ed affamate.
Loro hanno il compito di far muovere ogni parte del corpo,innescano le mani che famelicamente toccano ogni parte del corpo, si intrinsecano dentro,fuori,ne sentono l’umidità di una vagina che eccitata cerca conforto,stringono in mano l’erezione che sussulta e pulsa.
La lingua vaga sul corpo e le labbra stringono..
Stringono un clitoride impaziente ed un pene che cerca calore.
Ogni singolo movimento dedito al piacere dell’altro, affamati di orgasmo e desiderio.

Posted in Senza categoria | Commenti disabilitati su L’esplosione di un bacio

Passion

Erano entrambe due pazzi.
Il desiderio e la voglia di fare l’amore ormai era un chiodo fisso.
Ogni messaggio,ogni parola erano capaci di solcare l’anima.
-ho voglia di baciarti disse Diego
– vorrei poterlo fare adesso,rispose Eva!
Un sospiro fu tutto quello che riuscirono a fare.
-fammi entrare dentro di te..ora!
– MI metto in macchina ed arrivo.
Il nostro posto,il nostro covo.
Aprii la portiera dell’auto e già dagli occhi capii che io già ero sua..
MI prese il viso tra le mani,afferrò le mie labbra con tanta decisione e passione che sentii mancare quasi l’aria.
Quanto ho desiderato queste labbra cazzo!
Sorrisi,i suoi occhi trasudavano Eros allo stato puro.
In un attimo i vestiti erano già sul pavimento.
Seduta sul ciglio del letto con le cosce spalancate,la sua bocca investigativa la mia vagina facendomi zanpillare ad ogni tocco di lingua.
La mia mano sulla sua testa ne decideva l’intensità mentre il primo orgasmo scivolo’ lentamente fra le sue labbra.
Intimai di alzarsi, era li davanti a me con il pene eretto.
Lo presi in mano per far si che potesse accarezzare le mie gote,poi le mie labbra che si aprivano piano per accoglierlo.
Io..Non sono così tanto delicata,amo mangiarlo e poi leccarlo e ancora stringerlo.
– Dio se impazzisco
– quanto ti piace la mia bocca?
– non sai quanto monella!
Avevo le sue mani sulle orecchie..
Quasi non sentivo nulla.
MI girai verso il letto,in ginocchio per mostrare tutta la mia meraviglia.
– fai di me ciò che vuoi…
Aprii leggermente la figa con le dita..si fece spazio con due dita per sentire quanto fossi bagnata e mi penetro’ lentamente fino ad accelerare in maniera tale io potessi godere più possibile.
Una mano tesa ma non pesante sculaccio’ la mia natica turgida tanto da far rimbombare l’eco.
Si trasforma in un animale ed io lo amo.
MI divarico’ le cosce,stavolta essendo sopra di me.
Imperterrito,senza sosta cerca un altro mio orgasmo ed arriva..
Il mio seme caldo invade il suo pene che non aspetta altro di unirsi al mio per dare vita a un orgasmo folle.
Nudi e affannati,si rifugiò fra le mie tette senza dire una parola
Io..ero la donna più felice del mondo.

Sogni ( la parte di me che non cede)

Stanca,ma non cedo
Sogno il giorno in cui i nostri corpi saranno ancora una cosa sola,dove quelle labbra color viola dopo ore estenuanti di baci si desiderano ancora.
Dove i corpi nudi avvolti da solo la pelle gridano e ansimano.
Sogno le tue mani che affondano sulla mia pelle profumata,che afferrano la carne morbida della mia pancia,dei miei fianchi,dove le labbra affamate della mia calda vulva da il via alla mia libido.
Ti vedo sai? Con gli occhi infuocati a bramare i miei umori caldi,a voler di più fino a farmi zanpillare in uno squirto indecente.
Il tuo viso soddisfatto che chiede la mia bocca in preda ad una voglia irrestibile di sentire il tuo sapore,turgido e voglioso che scivola nell’estasi più totale.
E poi ci sono io impaziente di volerti dentro,di sentire il tuo calore dentro di me..sopra di me,così ti posso afferrare, stringere con le gambe per non farti scivolare.
Ti graffio leggermente la schiena,ti palpo le natiche mentre ti spingo piu verso di me.
I baci caldi,insaziabili,per ore dentro di me..
Tu sei mio..Io sono tua,nei miei sogni è così.
Sei la mia passione, la mia disperazione in questo angolo di vita.
Chissà se riuscirò mai più a farti mio.
Io ci sto provando in tutti i modi che conosco.

Posted in Senza categoria | Commenti disabilitati su Sogni ( la parte di me che non cede)

La notte

Maledetta la notte che in ogni caso mi porta a te.
Se non dormo,ti penso e se dormo ti sogno.
Ultimamente spesso direi.
Cerco di raccontarla nel modo più semplice che esiste.
Questa notte eravamo a casa mia,paradossale ma un sogno che sembrava fosse vero.
Una normalità che non sentivo da tempo,come se non fossi mai andato via.
Io in cucina che preparavo da mangiare, credo fosse il pollo,tu che sbirciando nella pentola impaziente ,mi guardavi sorridendo.
Stupendo! Ripetevi.
Immagina la mia felicità nel saperti felice,questo poi è un piatto che non faccio più, mi ricorda troppo te!
Sottofondo la musica che ci piace,e l’atmosfera calda in una brutta giornata di pioggia.
Ti avvicini e mi baci,quei baci che in tempo non ci davano respiro.
Dopo tempo,ho sentito quei momenti consapevole di essere dentro un sogno, NO.. Non è una storia hot questa,ma una storia di grande emozione.
Mi scosto per un attimo e ti dico: Che stai facendo? Noi non ci parliamo più, ed ora sei qui che mi baci,che mi stringi!
Sorridendo mi dici di esserci sempre stato, che io ti ho sempre sentito,che ci sei sempre stato e ci sei.
Mi allontano,dico no..Non posso sentirti solo così.
Stai serena dici,baciami,goditi il momento perché tra un po’ andrò via.
Nel sogno eri quell’uomo che ho conosciuto,quello che mi ha fatto innamorare,che sapeva emozionarsi,i tuoi occhi..La tua bocca,il tuo sorriso e l’espressione che oggi non ritrovo più.
Credo sia finito svegliandomi mentre ancora mi stavi baciando.
Eri andato via,mi avevi lasciato le tue labbra addosso.
Forse non leggerai mai tutto questo, ma se mai dovessi leggerlo,io non so se sia vero che sei sempre con me,se mi pensi,se mi senti,so solo che ci sono giorni che ti sento addosso…sai,la famosa musichina in testa.
Vado avanti,ho un altra frequentazione, ma niente, tu..Vivi sempre.
Ho imparato a vivere di apparenza,sto cercando di essere felice anche senza averti attorno.
Ogni tanto vedo il mio terapista che è convinto che tu stia facendo uno sforzo immane a tenermi distante,sarà vero? Non sarà vero? Non lo sapremo mai…
Apparentemente te ne sbatti 😅ma si parla sempre di apparenza, perché io so che hai un cuore,anche se quando sono arrabbiata ti dico che non c’é l’hai.
Ho una voglia pazza di vederti,di toccarti,di sentire la tua pelle…
Vorrei sapere se mi pensi,se ti manco,se ti dispiace sapermi triste senza di te.
Dimmi che mi pensi,senza dirmi che mi pensi…facciamo un gioco, ricordi?
Si dai facciamo questo gioco! Trova tu un modo,tanto sto parlando da sola perché non mi leggi e se mi leggi fai finta di non leggere 😂
Io farò una storia e capirai che è per te..Se mai dovessi guardarla in altri modi 😅
Ricorda: nessuno ti amerà più di me,nessuno ti desidera più di me…
Ah…tu con quella camicia bianca mi fai impazzire!😳
Semmai dovessi ancora vederci…ti obbligo a metterla😂
Vabbè…Vado a sognarti sangumiu.
Ci scriviamo alla prossima💫
Sai cosa mi piace pensare? Che in questo momento tu sia sul divano ma è anche probabile tu sia in bagno😂a leggerlo…E sentire una forte emozione dentro ed essere felice per ciò che provo per te…

L’arte del farti sentire mio!

La mia mano scivola lenta,dentro la camicia.
Guarda con gli occhi verso il soffitto,sapendo che da lì a breve non saremmo usciti.
– hai da obbiettare? Dissi con voce maliziosa.
– potrei nel caso?
– certo! Sei un uomo libero!
– in ogni caso no,non obbietto!
Ero ancora in accappatoio,la pelle liscia e profumata,ed i capelli appena lavati..
– mi piace accarezzare i tuoi capelli morbidi..Ma ancora di più afferrarli per poter portare le tue labbra sulle mie.
Così fatto,mi ritrovai con le sue dolci labbra incollate alle mie..La sua lingua sprigiona tutto il desiderio che ha di me,la sento,la voglio!
Infila le mani dentro l’accappatoio slacciandolo,mi palpa la pelle,la stringe,mentre sbottono la camicia bottone per bottone.
la mia lingua parte dalle orecchie,scende sul collo e si sofferma,le labbra calde appena appena lo succhiano,scendono sul petto,baciandone ogni singolo cm.
Inarca la testa in segno di godimento e continuo a scendere…la camicia ormai è totalmente aperta,mi presto a slacciare la cintura,slaccio il pantalone ed abbasso lo slip che contiene la sua voglia semi eretta.
Il mio viso lo coccola prima di assaporare tutta la sua essenza,lo passo fra le labbra,appena con la lingua ne disegno la cappella.
Lungo tutta la sua erezione,do baci ed accenni di lingua,la succhio appena,scendo giù verso i testicoli,anch’essi bramano calore,li lecco afferro e li stringo con le mani,mentre finalmente il suo cazzo scivola su e giù dentro la mia bocca..
Lo guardo,il suo viso godereccio mi fa impazzire.
Vado piano perché so che da lì a poco potrebbe esplodermi in bocca.
Lui non si sazia così,lo so.
Mi alzo,scanso le tazze della colazione sul tavolo,mi siedo sopra,allargo le cosce per far sprofondare il suo viso nella mia calda vulva gocciolante.
La bacia con passione, la lecca senza soste,il mio clitoride sente la stretta, turgido e gonfio di eccitazione,gli pulsa fra i denti,le miei grandi labbra umide.
Godo, ansimo, voglio le sue dita che invadano la mia figa…
– scoparmi con le dita e dammi ancora il tuo cazzo in bocca..
Mi stendo sul tavolo,ho la bocca piena di lui e le dita che piano mi penetrano..
Il suo petto con la camicia mi fa impazzire.
Mi guarda estasiato,eccitato,a limite della voglia..
– vieni amore,alzati, ti voglio,mentre mi piega leggermente in avanti.
mi inarca sul tavolo, mi afferra,con una mano un seno e l’altra il fianco,il suo corpo è attaccato al mio,le sue labbra cercano le mie,ma l’unica cosa che riusciamo ad unire sono le lingue..
I suoi colpi sono lenti ma decisi,ondula il bacino per farmi sentire quanto è forte la sua erezione.
Farfuglia qualcosa mentre gode,ma non ho bisogno di capire cosa, perché ogni suo suono mi fa godere.
– Amore mio godiamo insieme? Dice in un filo di voce.
Faccio cenno di si per esplodere sul suo cazzo un attimo dopo..
Mi segue a ruota,la sento calda esplodere dentro la mia vulva..
Mi stringe forte, mi bacia il collo..
– Sei stupenda!
Mi giro per abbracciarlo meglio,dopo voglio solo che senta quanto lo amo..
– dovremmo fare un altra doccia,dissi..
– Io lavo te e tu lavi me?rispose con mezzo sorriso di sfida.
Ci sto! Dissi…sapendo che quello sarebbe stato il bis ed una lunga giornata di noi.

Posted in Senza categoria | Commenti disabilitati su L’arte del farti sentire mio!