Sono solo immagini.

Spogliami
Spogliati delle tue paure
guardami…si guardami,come hai sempre fatto!
Sfiora con la tua mano il mio corpo
adentrati con un solo respiro dentro di me.
Vai avanti anche se tremo..
Hai gli occhi infuocati,ma allo stesso tempo imbarazzati..
Come la prima volta…
Le labbra..fai parlare solo Quelle,perché se emetti suoni fai danni..
Baciami..fammi tacere..
Il tempo si ferma..nudi in contro luce,hai le mani calde..
IO e te in questa stanza che ha solo il sottofondo della musica.
IO ormai sono bagnata..lo senti?
Lo senti fra le dita e le labbra?
Consola la mia voglia,parla con i miei desideri che io consolo i tuoi.
Abbiamo bisogno di immaginazione noi due?
No amore…non abbiamo bisogno nemmeno di parole..
Tu ora sei qui con me..tutto scorre piano,tu solchi la mia anima ed io ti lascio entrare…ti stringo…
Sospiri..
Sospiro….
Fino all’urlo che ora porta al paradiso.

Tremo

Entri piano, mi guardi
in silenzio,sento la terra tremare
Ho la pelle contro luce
E il bagliore della luna mi sfiora
appena

le tue dita disegnano una scia
Sul mio viso ed il respiro diventa lento,profondo
Palpi ogni curva del mio corpo ed è una scelta mirata
che fa perdere il confine della realtà

E fuoco!, è fuoco ciò che sento sotto la pelle
brucia come il sale
Non mi basta,voglio di più
voglio il calore che devasta
la mia ingenuità
Si perché con te ho perso ogni pudore
ho perso ogni dignità

Cade il vestito
E la terra trema
Cade il vestito
E resto nuda davanti a te che contempli ogni cm e bagni le dita del mio piacere

Tu mi prendi così
Senza chiedere nulla, perché sai che io ti darò tutto di me

Su quel letto
Due bicchieri rovesciati
e nel buio di quella stanza
Tu sei l’unica tempesta

Mi avvicino, fai un cenno
ma sai già
Che tra un passo e una carezza
Io mi lascio andare alla passione

Non fermare questa fame
guardami ancora un po’
voglio sciogliermi come cera
tra le tue dita
possiedi la mia bocca,la mia lingua
lincrocio delle mie cosce al tuo bacino
che chiedono di essere sbattuta Senza alcun freno
sei qui, vicino a me
la notte sa di noi
Tutto gira intorno al nostro corpo
E il silenzio fa più rumore
Ha il sospiro del nostro desiderio
della nostra passione
rumore di fluidi che bagnano la pelle.
Ogni gemito è un canto
ogni sguardo è la conferma di un piacere che nutre l’orgasmo tra letto e paradiso.

Baciami

Il desiderio per quel bacio tormentava Elena ormai da settimane, trasformandosi in un’idea fissa ogni volta che i suoi occhi incrociavano quelli di Mirko. Tra di loro c’era un’elettricità palpabile, una tensione invisibile che rendeva ogni stanza troppo stretta e ogni silenzio troppo carico di aspettative. Quando finalmente si ritrovarono da soli, la distanza che li separava sembrò annullarsi in un istante, azzerata dalla forza di un’attrazione non più contenibile.Mirko fece un passo avanti, bloccandole delicatamente la via di fuga, mentre lo sguardo di Elena cadde inevitabilmente sulle sue labbra, invocando quel contatto con un’intensità quasi dolorosa. Fu un attimo: le mani di Mirko le accarezzarono il viso, i pollici che sfioravano gli zigomi, prima di chinarsi e unire finalmente le loro bocche in un bacio profondo, affamato, che spazzò via ogni esitazione e diede inizio a un viaggio senza ritorno.L’intimità divenne totale e travolgente nel momento in cui i corpi si liberarono degli ultimi vestiti. Mirko si sollevò leggermente sui gomiti per guardarla, gli occhi lucidi di desiderio, mentre Elena lo accoglieva stringendo le gambe intorno ai suoi fianchi, guidata da un istinto puro e irrefrenabile.Ogni spinta sul letto divenne un ritmo lento e profondo, che strappava ad Elena gemiti continui soffocati contro la spalla di lui. La sensazione della pelle contro pelle era elettrica, un calore che partiva dal centro del bacino e si diffondeva in tutto il corpo a ogni movimento, amplificando la sensazione di unione assoluta.Mirko si chinò di nuovo per cercarle la bocca, fondendo i loro respiri affannosi in un bacio bagnato e profondo, proprio mentre il piacere cresceva a ogni secondo. Elena inarcò la schiena, aggrappandosi con le unghie alla sua schiena bagnata di sudore, travolta da un’onda di piacere intenso che la fece tremare interamente, seguita subito dopo dal rilascio totale e potente di lui.Restarono abbracciati per lunghi minuti, con i respiri che tornavano lentamente regolari nella penombra della stanza. Mirko le accarezzò dolcemente i capelli bagnati, lasciandole un bacio leggero sulla fronte. “Sei bellissima,” sussurrò con un sorriso complice, stringendola ancora più forte a sé sotto le coperte

Hai 5 minuti?

Sorrise fra se e se..prese Ivan per una mano e lo condusse dietro l’atrio del negozio.
– Avevi qualcosa da dirmi? Disse senza fermarsi dal baciarlo e spogliarlo.
– No no..anzi.. l’afferrò per il viso baciandola e mordendole le labbra e la lingua con dolcezza.
Alzo leggermente il vestito per accarezzarle le chiappe, sentirle fra le mani.
-Oggi sei tutta un fuoco disse Ivan sorridendo
Marta non esitò a rispondere..non solo oggi man!
Marta era all’apice dell’ eccitazione,ma doveva fare presto perché il negozio era ancora aperto.
Quindi si sfilò la mutandina,appoggio le mani sul muro e si inarcò con la faccia al muro..Ivan si abbassò leggermente,le sfiorò la vulva con la lingua e capii che la sua Marta era pronta a farsi penetrare.
Marta sentì Ivan con tutta la sua passione,le braccia la tenevano stretta a lui ed il movimento lento le faceva perdere il controllo…
Baciami…Intima Ivan..
Le lingue e le bocche incollate,i corpi sudati e vogliosi,ed ogni penetrazione era un sussulto di piacere..
Ormai esausti dalla posizione ad comoda e la paura che entrasse qualcuno,si lasciarono andare ad un orgasmo senza freni…
La tenne ancora qualche secondo fra le braccia con i cuori palpitanti.
– Marta?!
-Sii!!
Ti aspetto qui…
Vuoi il bis?
Anche il tris!

Una sola direzione

Oggi ti faccio una domanda:
Chiudi gli occhi,pensa…
Con chi faresti l’amore adesso..
A chi baceresti le labbra
Toccheresti la pelle..
Accarezzeresti il viso..
A chi doneresti i tuoi orgasmi?
Si lo so,molto probabilmente non sarà la persona che hai accanto..
Chiuderai gli occhi ed andrai altrove..
Ti morderai le labbra e sorriderai,forse..immaginerai la scena,sentirai il suo profumo,la sua pelle fra le dita, chissà..magari ti toccherai pensandola..
Chiunque penserai,vive dentro di te,nelle tue vene..
E sai cosa devi fare?
Correre più veloce che puoi e prendere ciò che senti tuo!
Che tu sia uomo o donna,se chiudendo gli occhi,se i pensieri hanno una sola direzione.. è quella che devi prendere❤️

Insieme

Vieni qui, siediti accanto a me disse Sarah..
Mirko la guardo’ Senza dire una parola e si sedette accanto.
Sarah,prese la sua mano e se la portò al viso.
Quel momento fu per entrambe uno scossone all’anima, si guardarono come forse non avevano mai fatto prima e insieme pronunciarono la stessa frase
” Mi sei mancato/a.”
Nessuno dei due aveva mai dimenticato il tocco magico delle mani che sapevano provocare solo brividi.
Insieme si lasciarono andare ad un sorriso,ma fu l’apice di tutto quello che avevano desiderato da tempo.
Mirko le si piombo sulle labbra sfiorandole prima per poi prenderne possesso in un bacio Senza fiato.
Sarah,si lasciò trascinare Senza nessun freno.
Quello per loro non era l’inizio di una nuova fase ma era il proseguio di ciò che avevano lasciato andare.
Le loro mani erano strette e sudate ma nessuno dei due aveva intenzione di lasciarle andare.
Mirko,capii che le labbra di Sarah erano il posto in cui avrebbe voluto stare,che desiderava più di ogni cosa.
si stacco’ leggermente sussurrando che li c’era gente,che avrebbe voluto fare l’amore.
Sarah,con fare impacciato fece cenno di seguirla.
-Andiamo da me? Sussurrò Sarah.
– Andiamo ovunque..ti voglio,rispose Mirko tutto in un fiato.
Si avviarono in auto,ognuno nella propria per proseguire,ma Mirko decise che Sarah dove essere sua,anche in quel momento.
-Lascia la macchina qui,verremo a prenderla.
Lei,non se lo fece dire più di una volta.
Salii in macchina con un solo pensiero ” torturarlo”.
Cominciò a sbottonare la camicia di Mirko lentamente,la lingua piano e soave scorreva fra orecchie e collo,ne baciava ogni millimetro..
Sarah! Se continui così,non so se arriveremo mai a casa tua.
Lo guardò con aria innocente ma diabolica..
Per me..disse Sarah,possiamo anche accostare.
-Sei sempre la solita,Mirko sorrise…
Intanto lei aveva già abbassato gli slip mentre continuava a baciare e leccare.
Si inarcò leggermente,per dare spazio a Mirko di poterla toccare.
– toccami..senti quanto sono bagnata..
Le dita di Mirko si inoltrarono dentro le grandi labbra per scoprire che la vulva della sua Sarah era completamente fradicia.
– Sai che io adesso ho solo voglia di leccartela?
– Certo che lo so,ma devi soffrire un altro po’.
Mirko accelerò per arrivare prima a destinazione,non resisteva più.
Ebbero solo il tempo di aprire la porta.
Sarah era letteralmente spiaccicata alla porta mentre Mirko in ginocchio,davanti a tutta quella bellezza,assaporava il nettare fiumeggiante che aveva provocato in Sarah.
– leccami così..non fermarti..
Gli ansimi erano l’unico suono della stanza,la lingua scorreva in tutta la sua voracità fra grandi labbra,clitoride e fessura,aiutato da due dita che instancabilmente oscillavano tra su e giù..
In preda all’estasi Sarah, scompigliava i suoi capelli,urlava..lo desiderava..
Voleva sentire il suo pene eretto ovunque,non le bastava..
-Si spostarono sul divano dove lei..ora,poteva possederlo come meglio poteva,si accovacciò sopra per sentire le sue labbra,il suo petto nudo e farsi succhiare i capezzoli,la sua vagina strusciava piano sul suo cazzo durissimo,lui sotto di lei si dimenava Senza sosta,ma lei con la bocca riusci ad incastrarlo..era tutto suo.
Mirko ormai in totale estasy si lasciò succhiare profondamente sentendo il calore delle labbra di Sarah.
Ohhh Sarah,la tua bocca..la tua dolce bocca!
Lei lo guardava soddisfatta,orgogliosa dal piacere che gli stava regalando.
Ma ancora non soddisfatta,gli salto ‘ addosso,prendendosi tutta la sua asta arrivando fino a dentro l’anima,no..non era lento ma un devastante su e giù,a tratti si fermava per non provocare l’orgasmo.
Fu la volta di Mirko,che le si stese sopra,la penetrò con dolcezza,la guardò negli occhi e continuo’ a scoparla fino a che entrambe non ebbero un orgasmo Senza precedenti,bocca contro bocca,corpo contro corpo…
I fluidi caldi si unirono per rendere finalmente giustizia al loro folle desiderio.

Sguardi proibiti

Le luci a LED a tono caldo diffondevano un bagliore dorato e avvolgente all’interno del locale. Fuori la notte era già scesa, ma dentro il bar di Erika il tempo sembrava essersi fermato. Era quell’ora della sera in cui l’atmosfera si faceva soft, le conversazioni si trasformavano in sussurri e l’aria si riempiva di un’intimità quasi tangibile.
​Erika era dietro al bancone, intesa a pulire un calice di cristallo. Il suo sguardo, tuttavia, continuava a scivolare inavvertitamente verso l’angolo più in ombra del locale.
​Lì sedeva Cristian.

​Bello, sfacciato, con quell’aria da ragazzo dannato a cui è impossibile resistere. Aveva quel modo di stare seduto, rilassato ma vigile, che attirava inevitabilmente l’attenzione. Erika sentiva le guance scaldarsi ogni volta che i loro occhi si incrociavano. Una timidezza insolita la vinceva: lei, che gestiva il locale con sicurezza e polso fermo, accanto a Cristian si sentiva improvvisamente vulnerabile, come se lui potesse leggerle dentro con un solo sguardo.
​Dalle casse del bar iniziarono a fluire le prime note di una canzone romantica, una melodia lenta, avvolgente, che sembrava scivolare sulla pelle.
​Cristian si alzò lentamente dal suo tavolo. Ogni suo passo verso il bancone era misurato, intenzionale. Erika mantenne lo sguardo fisso sul bicchiere, tentando di dissimulare il battito accelerato del suo cuore, ma il profumo di lui — una miscela inebriante di cuoio e note legnose — la raggiunse prima ancora che lui dicesse una parola.
​«Sei sempre l’ultima ad andartene, Erika,» disse lui, con una voce calda e profonda che mandò un brivido lungo la schiena di lei.
​Lei alzò finalmente gli occhi, incontrando il verde intenso di quelli di Cristian. «È il mio locale, Cristian. Mi assicuro che tutto sia perfetto.»
​«Tutto è perfetto,» mormorò lui, sporgendosi leggermente sul bancone. La distanza tra di loro si assottigliò improvvisamente, cancellando ogni barriera formale.
​La timidezza iniziale di Erika sfumò, lasciando il posto a un’onda di calore travolgente. Cristian allungò una mano, sfiorando con la punta dei polpastrelli il profilo del viso di lei, scendendo lento lungo il collo. Il contatto fu elettrico. Erika chiuse gli occhi per un istante, abbandonandosi a quella sensazione, prima di riaprirli, colmi di una passione non più celata.
​Non c’era più spazio per l’esitazione. La musica romantica in sottofondo faceva da colonna sonora al loro desiderio sopito. Cristian fece il giro del bancone, annullando definitivamente ogni spazio. Quando le sue labbra cercarono quelle di Erika, la risposta di lei fu immediata, intensa, un’esplosione di passione trattenuta troppo a lungo.
​Le sue mani si intrecciarono tra i capelli di lui, mentre le luci calde del bar avvolgevano il loro abbraccio, custodi di una notte che era appena iniziata.
Le sue labbra sulle sue non erano più un’ipotesi, ma un incendio improvviso. Erika sentì il battito del proprio cuore rimbombarle nei padiglioni auricolari, in perfetto sincrono con il ritmo lento e avvolgente della musica che continuava a scivolare nell’aria.
​Cristian la strinse a sé con una presa ferma ma incredibilmente delicata, attirandola contro il proprio petto. Ogni traccia di timidezza era ormai completamente evaporata, bruciata dal calore di quel contatto. Erika lasciò cadere ogni difesa: le sue dita si aggrapparono alla giacca di cuoio di lui, tirandolo ancora più vicino, quasi a voler annullare anche l’aria che li separava.
​Lui si staccò solo di un millimetro, il respiro corto, gli occhi scuri fissi in quelli di lei.
«È da tutta la sera che non faccio altro che guardarti e desiderare questo momento,» mormorò Cristian, la voce ridotta a un soffio caldo contro la pelle del collo di Erika, dove risalì con baci lenti e profondi che le fecero sfuggire un piccolo sospiro.
​Erika inclinò il capo all’indietro, abbandonandosi completamente a quelle sensazioni. Non era più la proprietaria del bar che manteneva il controllo su tutto; era semplicemente una donna travolta da una passione pura, autentica, impossibile da frenare.
​Con un gesto deciso, Cristian la sollevò leggermente, facendola sedere sul bordo in legno lucido del bancone. Le luci a LED a luce calda incorniciavano i loro profili, creando un’atmosfera sospesa, protetta dal resto del mondo fuori dalla vetrata.
​Le mani di lui salirono lungo i fianchi di lei, lente, sapienti, tracciando ogni curva con una devozione che fece salire la febbre della stanza a livelli stellari. Erika gli accarezzò il viso, soffermandosi sulla linea della mascella contratta dal desiderio. Si guardarono per un secondo eterno — un’intesa muta, travolgente, dove non servivano parole — prima di rituffarsi in un altro bacio ancora più profondo, più caldo, pieno di una promessa che quella notte non sarebbe finita tanto presto.

​Il legno del bancone era freddo, ma il contrasto con il calore della pelle di Cristian rendeva ogni sfioramento ancora più elettrico. Le dita di Erika si intrecciarono tra i suoi capelli, spingendolo di nuovo a sé, cedendo del tutto a quel vortice di sensazioni che le faceva tremare le gambe.
​Nessuno dei due parlava più: non ce n’era alcun bisogno. Nel silenzio del locale, interrotto solo dal ritmo felpato della musica e dai loro respiri corti, ogni gesto valeva più di mille spiegazioni.
​Cristian fece un passo ancora più avanti, incastrandosi perfettamente tra le gambe di lei, e fece scivolare una mano dietro la sua nuca per sostenere quel bacio che sembrava non finire mai. C’era un’intensità quasi disperata nel modo in cui si cercavano, come se avessero aspettato quel momento per settimane, trattenendosi fino all’ultimo secondo utile.
​Quando le labbra di lui scesero lungo la linea della clavicola di Erika, lei si lasciò sfuggire un sospiro leggero, chiudendo gli occhi e abbandonandosi al calore avvolgente delle luci del bar.
​«La porta è chiusa?» mormorò Cristian contro la sua pelle, con un sorriso sghembo che gli increspò le labbra.
​Erika riaprì lentamente gli occhi, incrociando lo sguardo di lui con una nuova, incrollabile consapevolezza. Non c’era più traccia della timidezza iniziale. Solo il desiderio puro e la voglia di perdersi in quella notte.
​«Ora sì,» rispose lei con voce calda, allungando una mano verso il telecomando sul bancone per spegnere le ultime luci.
​Il bar piombò nell’oscurità, illuminato solo dai riflessi della strada fuori, mentre la musica continuava a suonare piano, custode discreta di tutto ciò che era appena iniziato.
Fare l’amore con lui fu come cedere a una corrente lenta e irresistibile. Non c’era più alcuna fretta, né l’ombra del ragazzo “dannato” o della proprietaria timorosa: rimase solo una complicità profonda e travolgente. Ogni carezza di Cristian era una scoperta, un tracciare contorni con calma e devozione; ogni risposta di Erika era la conferma di un desiderio condiviso, vissuto fino in fondo senza più riserve o difese.
​Si cercarono con un’intensità quasi magnetica, guidati dal ritmo lento della musica che continuava a scorrere di sottofondo, unendo i loro corpi in un abbraccio caldo, unico e definitivo. In quell’oscurità protetta, il tempo perse ogni valore, lasciando spazio soltanto all’incanto di due persone che si appartenevano completamente.
​Quando le note dell’ultima canzone sfumarono nel silenzio, la quiete della notte avvolse la stanza.
​Erika era appoggiata al petto di Cristian, ascoltando il battito regolare del suo cuore mentre la città fuori continuava a dormire. Lui le tenne un braccio attorno alle spalle, stringendola a sé in un gesto di pura protezione.
​Il bar, con i suoi tavoli vuoti e i calici schierati, non era più soltanto un luogo di lavoro, ma il custode silenzioso di quella notte. Erika sorrise nell’oscurità, sapendo che da quel momento in poi, ogni volta che avrebbe acceso le luci calde del suo locale, avrebbe ricordato il sapore preciso di quell’inizio.

Passion

​Il profumo della pioggia
​Fuori, il temporale estivo picchiettava sui vetri con un ritmo lento e ipnotico, rinfrescando l’aria calda della sera. Nella stanza, l’unica luce era quella fioca di una lampada d’angolo, che disegnava ombre morbide sui muri e scaldava i contorni di ogni oggetto.
​Sandra si appoggiò al bordo del bancone in legno della cucina, tenendo tra le mani una tazza ormai tiepida. Mirko la osservava da pochi passi di distanza.
Non c’era bisogno di parole; il silenzio tra loro non era fatto di vuoto, ma di un’attesa densa, maturata durante tutta la giornata.
​Si avvicinò a lei senza fretta.
Quando le fu di fronte, allungò la mano per sfiorarle la pancia ed i seni con il dorso delle dita.
La pelle di Sandra era calda, e al suo tocco un leggero brivido le attraversò le spalle.
Lei socchiuse gli occhi, lasciando cadere la testa all’indietro di pochi millimetri, come ad affidarsi a quel gesto.
​”Sei stanca?” le sussurrò lui, la voce profonda e appena incrinata.
“Non più,” rispose lei, riaprendo gli occhi per incontrare i suoi.
​Mirko le tolse la tazza dalle mani e la appoggiò sul piano, senza mai interrompere il contatto visivo.
Poi, con entrambe le mani, le sfiorò i fianchi, tirandola a sé con una lentezza quasi studiata,adorava quel corpo burroso e profumato,l’aderenza dei loro corpi annullò la distanza, e il profumo di lei — una miscela di vaniglia e cocco e pelle calda — avvolse completamente i sensi di Mirko.
​Le sue labbra cercarono il collo di Sandra, fermandosi prima sulla linea della mascella, regalandole baci leggeri come piume che fecero accelerare il suo respiro.
Sandra gli fece scivolare le mani tra i capelli, stringendo leggermente le dita per portarlo ancora più vicino. Ogni movimento era un’esplorazione attenta, una scoperta di ritmi condivisi.
​Quando le loro labbra si incontrarono finalmente al centro, il bacio non fu frenetico, ma profondo e avvolgente.
Il tempo fuori continuava a scorrere insieme alla pioggia, ma lì dentro restava soltanto la sensazione del battito dei loro cuori, perfettamente sincronizzati nell’oscurità della stanza,
La pioggia all’esterno continuava a cadere forte, trasformandosi in un sottofondo costante, quasi un riparo che isolava la stanza dal resto del mondo,una musica soave.
​Sandra fece scivolare le mani dalle spalle di Mirko lungo le sue braccia, sentendo il calore e la tensione dei suoi muscoli sotto la stoffa leggera della maglia.
Con un gesto lento gli sfilò la maglietta, lasciandola cadere a terra senza fretta, per poi posare le palme aperte sul suo petto scoperto.
Il contatto pelle contro pelle portò con sé una scossa sottile, un invito silenzioso.
​Mirko la sollevò con delicatezza, facendola sedere sul bordo del bancone in legno.
Le sue mani risalirono lungo le gambe di Sandra sfiorando la pelle morbida con una lentezza dosata, facendole sfuggire un respiro più profondo dal petto.
Ogni suo tocco non cercava la fretta, ma la certezza di ogni singola sensazione,voleva sentire quanto fosse bagnata e vogliosa.
​”Guardami,” le sussurrò Mirko, mentre le sue dita si adentravano dentro di lei.
​Elena aprì gli occhi, incontrando il suo sguardo caldo e acceso.
Le loro labbra si cercarono di nuovo, questa volta con una passione più decisa, un crescendo naturale che accompagnava il ritmo dei loro respiri ormai sovrapposti.
​Con un movimento fluido, Marco la prese per le mani e la guidò verso la penombra della camera da letto.
Il fresco dell’aria che entrava dalla finestra socchiusa contrastava con il calore intenso dei loro corpi.
Si lasciarono andare sopra le coperte, avvolti da un intreccio intimo di sguardi, carezze e sospiri che continuarono per tutta la notte,lei in balia del piacere più assoluto,lui maschio soddisfatto per fare sentire lei una regina.
Sandra smise di essere ” la brava e timida ragazza”,bramava il corpo di Mirko,desiderava amarlo come meglio sapeva fare.
La sua bocca e la sua lingua cominciarono a disegnare origami sul corpo di Mirko,passando dal collo,scendendo sul petto,per poi arrivare al suo membro che retto e potente le scivolo’ in bocca,procurandogli un piacere quasi surreale.
La posizione permise a Mirko di farle sentire le dita dentro quella carnosa vagina ormai fradicia di piacere.
Entrambe sussurrando e godendo di un piacere immenso.
Sandra si mise a cavalcioni sopra il suo Mirko,che prendendola per i fianchi la indusse sopra la sua asta che desiderava essere scopata intensamente.
Sandra lo affero’ per il collo,le bocche incollate ed il seno di lei che accarezzava il petto di Mirko…
Come una cavallerizza Sandra,prendeva tutto quel piacere,lo possedeva,lo guidava…
Ora ti voglio scopare io,disse Mirko,in preda a tutta quella eccitazione.
Si pose sopra lei,divaricando prima le grandi labbra per assaporare il suo sapore,per poi entrare dentro con dolcezza,per sentirne bene il calore.
Sandra non fece altro che attorcigliare le gambe sulle sue, afferrargli le natiche con le mani e spingerlo dentro.
Il walzer del sesso non fu mai così eccitante e godurioso.
Occhi negli occhi
Lingua contro lingua
Umori sparsi ovunque…
Fu così che in quell’oasi di piacere,raggiunsero insieme l’orgasmo.
L’apice del piacere assoluto..

Restarono immobili qualche secondo..la pioggia batteva sul vetro,la musica suonava ancora ed i loro corpi,nudi e sudati,avvolti in un abbraccio che sa di eternità.

I know

È molto meno noioso e decisamente più eccitante, quando mi lascio possedere dalle fantasie e sono io a fotterti… che lasciarsi fottere dalle paure, no?”

Ti voglio

Oggi sai che c’è?
Ti porto nel mio letto.
Ho voglia di te,della tua bocca.
Intanto vieni che voglio un po’ parlarti,appoggiati sul mio seno,raccontami cosa hai fatto tutto questo tempo.
Leccami i capezzoli..mentri muovi la bocca..
Ehhh quante volte hai affondato la testa..
Palpa la carne che ti piace tanto,la sto conservando bene per te.
Ho anche la peluria giusta che ti farebbe impazzire.
Te la ricordi la mia vulva bagnata? Le mie grandi labbra morbide e succose, di come ti avvolgevano mentre eri durissimo.
La bocca piena di me,gli umori sulle dita,e la voglia che saliva ad ogni leccata.
Quanto era eccitante averti addosso,la trasformazione dannata si leggeva negli occhi.
Stavo pensando a quando quel giorno in qul b&b con la jacuzzi,avevo quel completino di rete con i capezzoli fuori e tu sei letteralmente impazzito, me li hai presi fra le dita e strizzandoli le nostre labbra e lingua non avevano piu il controllo.
Dammi la lingua..la voglio..
Voglio le tue labbra
Le tue dita
Il tuo cazzo
Affonda dentro la mia carne..senti il calore? Lo senti?
Io lo so che adesso lo stai sentendo
Che mi stai immaginando
Che avresti voglia di scoparmi
Ed é quello che voglio.
Voglio che immagini che tu sia sopra di me..che come facevamo un tempo le nostre bocche incollate non si davano respiro e mi facevi sentire tutta la tua erezione..quando sopra di te come un ossessa ti scopavo..ti leccavo..ti mangiavo..
Quanto ti piaceva quando la mia bocca ti leccava ovunque?
Quei 69 infiniti che non so quante volte venivo.
Eppure stiamo perdendo tempo..io sono tua e tu sei mio..questo é il nostro destino.
Voglio bagnarti ancora il viso
Voglio vederti godere
Voglio che tu sia mio una volta per tutte!