L’attesa

La pioggia picchiava selvaggia contro le finestre dell’appartamento di Matteo, ma dentro il silenzio era teso, quasi solido.
Si fissavano a pochi centimetri di distanza, le spalle di lei contro la porta appena chiusa, il respiro di lui che le sfiorava lo zigomo.
​«Dimmelo,» mormorò Matteo, la voce che vibrava bassa, carica di una fame trattenuta per anni. «Dimmi che non sono stato l’unico a impazzire ogni volta che chiudevo gli occhi,che ti pensavo!»
​Anna gli afferrò i polsi, le nocche bianche,le tremava la voce, «Ho cercato il tuo profumo in ogni uomo che ho incontrato.
Ho cercato le tue mani, il modo in cui mi guardavi come se fossi l’unica cosa viva al mondo.
Mi sono sentita morire di fame per cinque anni, Matteo.»
​La Memoria dei Sensi
​Non ci fu più spazio per le parole educate.
Matteo le incorniciò il viso con le mani, premendo i pollici contro i suoi zigomi prima di avventarsi sulla sua bocca.
Fu un bacio che sapeva di disperazione e di possesso.
Anna,rispose con un gemito soffocato, aprendo le labbra per accogliere la sua lingua, un’invasione familiare e devastante che le fece tremare le ginocchia.
​Le mani di lui scesero frenetiche, sollevandole il bordo della maglia di seta sfiorando i capezzoli già turgidi.
La pelle nuda di Anna incontrò il palmo caldo di Matteo e lei sussultò, inarcando la schiena.
«Toglimi tutto,» ordinò lei tra un respiro e l’altro. «Adesso.»
Mentre Matteo le sfilava i vestiti, i suoi occhi divoravano ogni centimetro di pelle rivelato, come se stesse leggendo un libro proibito che aveva imparato a memoria. «Sei più bella di come ti ricordavo,» sibilò lui, la voce rotta. «E la mia memoria è stata un tormento.»
​La spinse delicatamente sul letto, ma Anna lo tirò giù con sé, non sopportando un solo centimetro di distanza.
Quando si ritrovarono pelle contro pelle, il calore fu quasi insopportabile.
​«Guardami,» disse Matteo, posizionandosi sopra di lei, i muscoli delle braccia tesi mentre si reggeva sui gomiti. «Voglio che tu veda chi ti sta prendendo.»
​Anna, affondò le unghie nella sua pelle, sentendo la consistenza solida della sua schiena. «Ti sento. Dio, Matteo, sei così reale,ora sei reale!»
​Matteo, iniziò a baciarle il collo, scendendo con morsi leggeri verso il seno, soffermandosi sulla curva dei capezzoli. La sua bocca era calda, esperta, e ogni volta che la sua lingua sfiorava i punti più sensibili, Anna lanciava la testa all’indietro, i capelli sparsi sul cuscino come fili di seta scura.
​«Ti voglio dentro di me, ora. Non posso più aspettare un secondo,» ansimò lei, le gambe che si intrecciavano intorno ai fianchi di lui per attirarlo più vicino, lo teneva con le mani per le natiche,dove la tensione era diventata un sussulto pulsante.

​Matteo entrò in lei con una spinta lenta, profonda, un gemito gutturale che gli uscì dal petto mentre i loro occhi rimanevano inchiodati.
Era un’unione che andava oltre il sesso; era il riconoscimento di due anime che tornavano a casa.
​Matteo iniziò a muoversi con una cadenza deliberata, quasi crudele nella sua precisione.
Ogni spinta era un richiamo, ogni ritiro una promessa.
​ANna gli afferrò il viso, costringendolo a baciarla ancora mentre il piacere iniziava a montare come una marea. «Non fermarti… Matteo, ti prego, non lasciarmi più.»
​Quando il piacere esplose, fu violento e totale.
Anna gridò il suo nome, stringendolo a sé mentre i muscoli di lui si contraevano in un ultimo, potente sussulto.
Rimasero così, fusi, mentre il battito dei loro cuori cercava di sincronizzarsi di nuovo.

​Il respiro di Matteo era pesante sulla sua spalla. Le accarezzò i capelli, umidi di sudore, con una tenerezza che contrastava con la ferocia di pochi istanti prima.
​«Non vado da nessuna parte, Anna,» sussurrò lui contro la sua pelle, mentre la pioggia continuava a cadere, ora più dolce, all’esterno. «Abbiamo troppi anni da recuperare, e io ho intenzione di prendermi ogni singola ora.»

Incubi

Baciami nell’oscurità…
Consumami e poi vai via
Lascia che le tue labbra disegnate infondano respiro nella mia anima.
Chiudi gli occhi..abbracciami!
Ora vai via e non tornare.

Sempre tu!

Ci siamo, mi dico dandomi l’ultima passata di mascara sulle ciglia.
Mi guardo allo specchio e ciò che vedo mi piace. Spero apprezzi anche lui.
È da così tanto che abbiamo fantasticato su questo momento che quasi non mi sembra vero sia arrivato.
Ha prenotato in un posto carino, a circa mezz’ora di strada.
Passerà a prendermi alle sette…
Esco dal bagno, il makeup è perfetto, ho indossato anche l’intimo, un audace completino nero di pizzo.

Faccio un rapido inventario dei vestiti che potrebbero andare bene. Scelgo infine un top di seta verde molto leggero e una longuette nera, tacchi alti, anch’essi neri e una pochette color pesca: spero che vedendomi la sua prima reazione sia un’erezione. Scosto i capelli lunghi e leggermente mossi sul lato destro, ricadono morbidi sulla spalla, sfiorano il seno. Sento il telefono vibrare nella borsetta, emetto un lungo sbuffo per calmare i nervi, lancio un’ultima occhiata allo specchio e mi dico che sono una figa pazzesca… Due ore di preparativi sono servite!

Scendo le scale di marmo sulle quali i tacchi producono un rumore secco e sordo. Apro il portone e lo trovo lì ad aspettarmi in auto, sta armeggiando con l’autoradio ma si accorge della mia presenza e solleva lo sguardo sorridendomi, rivelando una fila di denti bianchissimi. È di una bellezza disarmante e io sento il cuore mancare di un battito. Mi apre la portiera, l’afferro e mi infilo nell’abitacolo. Mi accomodo sul sedile di pelle e allungo leggermente le gambe. Mi guarda intensamente, dischiude le labbra, si avvicina e le posa alle mie. Sento che le mutandine bagnarsi leggermente, ricambio il suo bacio con piacere. Si scosta e ci guardiamo: Sei splendida ,mi dice. Arrossisco leggermente e lo ringrazio. Indossa un completo dal taglio moderno, una camicia di un pallido azzurro e noto che ha scelto di non mettere la cravatta. I primi tre bottoni della camicia sono aperti e così intravedo il petto e la linea elegante del collo…

Ci avviamo per andare a cena e già dopo pochi metri poggia la mano sulla mia coscia. Ricalco il suo gesto, ma la mia scelgo di appoggiarla più su, vicino al suo inguine. Sfioro appena il suo sesso. Lo guardo: sto immaginando che inchiodi, mi trascini fuori e mi sbatta brutalmente sul cofano caldo della macchina, lì in mezzo alla strada. Mi mordo il labbro. Nota il mio fremito. Mi ridesto dai miei peccaminosi pensieri e iniziamo a parlare del più e del meno. Il viaggio è piuttosto breve e giungiamo al ristorante: il mio preferito. Il maitre ci fa accomodare al nostro tavolo, leggermente appartato rispetto agli altri, ad attendermi un mazzo di peonie rosa e bianche: le mie preferite. Sento la mia vagina contrarsi e rilassarsi diverse volte. Vorrei spingerlo su una sedia e scoparmelo, ficcargli la lingua in bocca e sentirlo godere, invece lo guardo con gli occhi lucidi e lo ringrazio sinceramente per il bel gesto. Mi sposta la sedia così che possa accomodarmi e si siede di fronte. La luce della candela disegna sul suo volto una danza delicata. Ha pensato a tutto, vino e menù, tutto magnifico, naturalmente.

Vado alla toilette, sono così vogliosa. mi sfilo il perizoma e lo nascondo nel pugno.
Torno al tavolo, mi avvicino al suo viso, gli mordicchio il lobo e abbandono sul suo grembo il perizoma: lo afferra, lo annusa con discrezione e lo infila nella tasca dei pantaloni dove noto il rigonfiamento del suo bel cazzo duro. Vorrei metterlo tutto in bocca e succhiarlo avidamente, ma torno al mio posto, finisco il mio vino e lo guardo seducente: Ho voglia di te, gli sussurro. Si alza quasi di scatto e mi lascia sola per andare a pagare. Torna dopo pochi minuti, mi prende per mano e mi conduce al parcheggio. Apre la portiera posteriore, mi spinge sui sedili, mi afferra le gambe, si piega e mi infila la lingua nella figa bagnata e caldissima. Gemo…

Mi ordina di sedermi e si mette al posto di guida. Pigia sull’acceleratore e imbocca la strada che conduce a casa sua. Scende e mi apre la portiera, mi prende per mano ed entriamo. Mi attacca al muro, lì all’ingresso, solleva le mie braccia sopra la testa e mi bacia, poi passa al collo e scende sul seno a mordere dolcemente. Sposta l’altra mano sotto la mia gonna e infila deciso due dita nella mia figa vogliosa: sono così bagnata. Mi gira e tira giù la zip della gonna, mi sfila la canottiera e slaccia il reggiseno con movimenti sicuri. Mi fa girare verso di lui, mi solleva e mi bacia. Inizio a mia volta a spogliarlo: parto dalla camicia, gli mordo il collo, slaccio la cintura e infilo una mano sotto gli slip. Oh mio dio ha il cazzo duro come il marmo. Voglio leccarlo! Intuisce e mi fa cenno di inginocchiarmi, mi inginocchio davanti al suo turgore e inizio a praticargli la fellatio. Lo sento gemere, le gambe possenti gli tremano leggermente. Mi fa alzare e mi trascina in salotto, mi sdraia sul caldo tappeto, mi apre le gambe e inizia a divorarmi la fica. Infila le sue dita lunghe e sinuose e partono dei getti che lo mandano in visibilio. Si libera finalmente dei pantaloni e in poco è su di me. Mi alza la gamba sopra la spalla e mi penetra. Oh mio dio, è pura estasi! Affonda ancora e ancora dentro di me, a ritmo sempre più sostenuto. Mi bacia con passione e mi perdo completamente al piacere. Mi abbandono all’estasi…

Esce. Mi gira a 90, mi allarga le natiche, si sofferma, sento il suo respiro caldo e poi la sua lingua inizia a deliziare il mio ano. Con la mano comincia a masturbarmi. Sento la lingua entrare dietro, inizio a dilatarmi piano. Mi piace ciò che sento: tra noi c’è una sintonia perfetta. Mi sento così aperta, così vulnerabile tra le sue movenze esperte che mi chiedo perché il nostro incontro non sia avvenuto prima. Ma ogni cosa arriva a suo tempo. Continua a leccarmi, con un dito mi sfiora, poggio la testa sul tappeto, sono pronta a tutto. Sei così buona mi dice, è appena un bisbiglio ma lo sento chiaramente. Con sicurezza mi afferra i fianchi, mi attira a sé e lo infila nuovamente nella mia figa in fiamme. Infila l’indice della mano sinistra nell’ano e disegna movimenti circolari. Sono brilla ed eccitata, ogni cosa aggiunta mi manda in estasi.

mi fa sdraiare sul fianco e mi chiede se lo voglio dietro: gli dico di sì. Mi tocca davanti, sul clitoride, e col suo bel cazzo strofina il mio buco dietro. Mi afferro la natica sinistra e lo invito a entrare spingendo il culo verso di lui. Si lubrifica ancora con la saliva e spinge con la punta. Con fatica entra e si libera in un gremito di piacere. Mi scopa in quella posizione, sento che gli piace il pertugio così stretto e caldo.

Mi stringe a sé, non smette di sbattermi…
Mi piaci tanto, mi sussurra all’orecchio… Anche tu, gli rispondo in un sibilo. Dopo pochi minuti il suo cazzo è gonfissimo, so che sta arrivando al culmine, lo sento. Gli ordino di sborrare, e lui lo fa, nel mio ano, Mi riempie di seme denso e caldo e mi infila due dita nella figa ancora bagnatissima. Mi bacia sulla spalla, ha il fiatone. Si abbandona agli ultimi istanti di piacere e abbracciandomi mi dice: È stato magnifico.
Lo guardo e sorrido chiudendo gli occhi.

🔥Buon compleanno Man🔥

Ma quanto è bello poter essere libera di fare qualcosa e soprattutto essere sicura che ciò che stai facendo sia apprezzato ed amato con lo stesso entusiasmo tuo.

Oggi è il suo compleanno,vuoi che io non festeggi a modo mio?

Parte presto di mattina,ha un appuntamento fuori regione,mi metto d’accordo giorni prima con la signora delle pulizie, per farmi aprire il cancello e la porta.
Piove,ma fa niente..niente mi fermerà dal mio intento.
Preparo la cena,tutto a base cinese,l’adora…e forse mi ama perché dice che cucino meglio dei cinesi🤣

Involtini primavera
Riso e anatra in salsa ostriche alle mandorle
Fragole e panna a gogò.

Preparo la veranda con candele,fiaccole,fiori..
Vado a farmi una doccia,profumo la mia pelle e indosso il mio completino intimo sexy di pelle nera.
Beh si,noi siamo dark inside e l’occasione rende tutto più hot.

– Bambola stasera ti porto a cena fuori

Rispondo con un ok e continuo a prepararmi.

Eccitata al pensiero di come avrebbe reagito tornando a casa e vedendo quello che avevo preparato altro che cena fuori ,tiro fuori tutta la passionalità che ho dentro.

Mi avvisa che sta per arrivare a casa che avrebbe fatto una doccia e sarebbe venuto a prendermi.

Ma io ero già lì,semi nuda ad aspettarlo!

Spio dalla finestra,arriva ..apre il cancello quasi preoccupato per via del colore rosso accesso,delle fiaccole…
Capisce subito e sorride,si ferma stupefatto e commosso davanti alla veranda.
Mi trova davanti alla porta,con la mia goupier di pelle nera, completata da un perizoma trasparente, reggi calze in pelle e stivali di pelle lucida con tacchi a spillo.
– Dio..come cazzo sei bella! Ma che hai combinato….
Lancia tutto per terra e corre a baciarmi ed a stringermi a se..
I suoi baci sono affamati,eccitati,non sa più dove mettere le mani tanto l’eccitazione…
– Aspettami qui,vado a farmi la doccia e sono tuo…
– no amore,stasera usiamo la vasca…
Una piccola Jacuzzi ma non abbiamo bisogno di spazio..
La musica in sottofondo,la vasca ricoperta di petali di rosa e la luce soffusa di candele rende tutto più magico.
– sul bordo vasca,un prosecco ghiacciato frizzante..
Ci spogliamo a vicenda Senza staccare le nostre bocche,entriamo in vasca già eccitati al massimo …
Mi dispiace ma stasera,sono io la dark lady,godimi e basta!
Mi accovaccio sopra di lui offrendogli i miei seni che bacia e morde delicatamente,mi muovo piano sul suo pene che esplode ..
So che con lui posso osare,gli stringo leggermente il collo…questo gioco di possessione ho scoperto che mi piace.
Sussurro piano nelle orecchie:
– sei mio Lu’..quanto sei mio?
Fa cenni con la testa in maniera confusa..
IO lo so che è mio,ma voglio me lo dica..
– Sei un sogno,sei mia mia mia dice con tono deciso…
Gli lecco il collo,le orecchie,scendo nel petto che lecco e massaggio con una mano,mentre con l’altra lo masturbo..
Ha gli occhi socchiusi mentre tra un ansimi e l’altro mi guarda…
Gli intimo di sedersi al bordo vasca,tutta la sua erezione è lì davanti al mio viso.
Lo accarezzo con le guance,con la lingua disegno tutta la sua lunghezza,i suoi testicoli.. impazzisce..
La mia bocca frema e la sua voglia scalpita.
M’impossesso del suo pene eretto che faccio scivolare piano dentro l’ugola..non ho fretta,ho solo voglia di farlo godere dolcemente.
Stringe fra le mani i miei capelli,muove il bacino lento,sicuro,gode!
– Alzati,appoggiati al bordo,girati!dice sicuro.
A 90 inarcata verso al muro,apre con le mani leggermente le mie natiche..non si tiene,mi bacia e mi lecca tutta,ha un fare nevrotico,voglioso, sento la sua fame insaziabile,sono un lago mentre un dito solca il mio ano e l’altro penetra la mia vulva…
Sono in preda all’eccitazione più atroce quando mi fa girare verso di lui,lo fermo con le cosce e mi faccio presa con le braccia sul suo collo…
Ora è li..potente e focoso che mi penetra Senza esitazione,mi tiene per i fianchi per non farmi sfuggire..
È così dolce e dannatamente sensuale,bello come un adone ed i suoi capelli sul mio viso, sono come leggere carezze..
– Amami e scopami tutta la vita,dice con voce affannata..
– ansimo e annuisco con la testa mentre l’orgasmo arriva potente fino a fare esplodere il cuore.
– Amore…ti raggiungo…e sento scivolare il seme della sua gioia fra le cosce.
Scivoliamo dentro la vasca abbracciati.
– Sai..dice,io non mi sono mai sentito così bene in vita mia.
– Perché ancora sei un giovincello dico sorridendo.
– tu sei giovane nella mente ed intelligente all’inverosimile..non poteva la vita darmi tanta felicità.
Gli schiocco un bacio in bocca,mi intrufolo dentro l’accappatoio,gli dò l’ultimo bacio in fronte…
Dai andiamo a mangiare…auguri maschio mio e una vita di questi giorni.

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Baciami

Non serve dire nulla In certi momenti, le parole sono solo rumore di fondo, un intralcio tra quello che sento e quello che vorrei dirti davvero.
Quindi taci, e accorcia questa distanza che sembra un abisso anche se è fatta di pochi centimetri.
​Baciami.
​Ma non farlo con cortesia.
Baciami come se avessi sete, come se l’aria nella stanza stesse finendo e l’unico modo per respirare fosse attingere dal mio fiato.
Voglio sentire il sesto senso della tua pelle che cerca la mia, quel magnetismo elettrico che fa tremare le dita prima ancora di sfiorarsi.
​Dimentica la delicatezza.
Voglio un bacio che sia un incendio, che parta dalle labbra e arrivi dritto al centro del petto, dove il cuore ha già smesso di battere con regolarità per seguire il ritmo del tuo respiro.
Voglio sentire il sapore della tua urgenza, quella voglia prepotente di appartenersi che non accetta compromessi.
​Perditi nel rincorrersi delle nostre bocche.
​Dimentica il resto del mondo fuori da questa stanza.
​Rimani lì, sospeso tra un sospiro e un morso.
​Baciami fino a quando non saprò più dove finisco io e dove cominci tu.
Fino a quando i pensieri non saranno che cenere e rimarrà solo questo: il calore, il sapore, e il naufragio dolcissimo di due anime che si riconoscono nell’oscurità.
​Non aspettare. Il tempo è un lusso che non voglio sprecare. Baciami, adesso.

Ho voglia di te!

– lo so questa mattina non dobbiamo vederci,ma ti va colazione da me?
Così inizia una normale mattina che avrei dovuto avere libera.
– Luca..Perché non mi lasci dormire?
– perché ho voglia di vederti..semplice!
– io no! E mando l’avatar che ride..
– vedi se ti sbrighi che c’è una bellissima giornata di sole.
– Sei un rompi palle! Mo vengo in pigiama tra un po’..
– Meglio,cosi ” sei più’ comoda”.
Lo mando a quel paese con affetto e vado a fare la doccia.
L’orologio segna le 07:05 e nella mia testa sto ancora imprecando in cinese..
È mattina che mi metto?
Non posso andare pagliettata o ricoperta di pizzo come per la serie” sbattimi ora”,quindi optai per un semplice vestito nero,sobrio..per quanto possa essere sobrio un mio vestito.
Indossai solo delle mutandine alla brasilina di organza nera,seno al vento con una leggera scollatura vedo e non vedo.
Un filo di trucco,profumo,stivali e via..
– Arrivo rompi scatole, almeno fammi trovare qualcosa di buono!.
Mi manda un bacio e intanto arrivai prima del previsto.
Il cancello aperto e mi intrufolai dentro.
– ma che profumo! Che hai fatto!
– pancake e muffin, disse con quel sorriso da prendere a morsi.
– ne è valsa la pena venire qui,dissi schioccando un bacio fra labbra e guancia.
Aveva apparecchiato in giardino fra alberie e fiori colorati,il tavolo adornato di rose e calle profumate.
– Oggi non sei il boss ma la principessa di casa B.
Io rimasi un attimo senza parole..
Difficile..ma non ebbi davvero cosa dire.
– prego madamoselle,serviti.
Presi un pancake e un muffin dove scaraventai sopra la crema inglese che aveva fatto..
– ma perché non le hai fatte prima queste cose? É buonissimo!
Sorrise quasi imbarazzato,ma quanto era bello,i capelli legati,la camicia bianca sbottonata a metà con i pantaloni del pigiama😂era bellissimo.
STAI BENE CON LA CAMICIA ED I PANTALONI DEL PIGIAMA,dissi ridendo quasi alle lacrime..ma era bello davvero!
Una cosa che io amo di lui é la semplicità, l’entusiasmo e la voglia di vivere che ha!
Presi il caffè tra una parola e l’altra e guardandolo negli occhi dissi:
-ora esiste un problema, ho voglia di te! Ora!
Si avvicinò per baciarmi,dei baci lenti quasi sfiorati,non avevo fretta,volevo solo essere sua.
Piano,bottone su bottone slacciavano la sua camicia,adoro toccargli il petto,quella leggera peluria da uomo mi manda in estasi.
Ha il collo e le spalle definite,le braccia sode.
Mi accarezza piano con dolcezza, le labbra si incrociano e vagano per il corpo..
Questa mattina non voglio sesso prepotente ma soave e dolce e lui lo ha capito..lo sa…
Affamati ma pacati,ci dirigiamo in camera da letto,dove lui si posa sopra di me ancora vestito ma sento perfettamente la sua erezione.
Sussurra parole dolcissime,mentre piano piano i nostri vestiti scivolano sul pavimento.
Mi sfila le mutandine e mi tocca appena con le dita..
– sei bagnatissima..bellissima..
Si muove sulla mia vagina come una biscia, non entra subito ma accarezza la accarezza con la cappella umida e di marmo.
Resisto,mi piace, aumenta l’eccitazione.
Appena appena sfiora l’incavo della vagina ed esce.
Rimarrei ore cosi,mentre lo stringo con le cosce.
Finalmente solca il mio fiore,mi penetra piano ed in fondo, ogni movimento è un sussulto di piacere.
É un maestro anche nel fare l’amore..
Sa cogliere ogni mio ansimo e regolarne l’intensità e la velocità per donarmi un profondo e lungo piacere.
Mi parla, comunica,mi fa impazzire…
É come se stesse suonando il suo strumento,con passione e dedizione.
Potrei stare cosi per ore…
– per la prima volta mi sento completamente uomo,dice ansimante.
– tu sei un uomo meraviglioso,mentre il mio orgasmo prende forza…
Mi lascio andare ai fluidi e al piacere totale,mentre lui mi segue.
Scivola di fianco a me,mi porge il braccio per farmi ranicchiare sul suo petto..mi bacia la fronte e mi accarezza i capelli..
– ti amo sussurra quasi con un filo di voce.
Non rispondo,gli sorrido..ma lui sa!
E forse dopo mesi e tante crepe al cuore,in quel momento per la prima volta,ho sentito, che quello era l’unico posto in cui volevo stare.

Ora tocca a me!

Ho deciso di pensare a me e di sentirmi donna e tu sei quello che cerco.
Lo so,un po’ egoistico come pensiero,ma lo dici anche tu no?
” Se due persone adulte si desiderano che male c’è”?
Certo,tu cerchi di convincermi che sei l’uomo giusto,io sono in profonda crisi.
Una cosa che adoro di te e che mi guardi come un quadro prezioso,a volte è imbarazzante,sai…sei un bellissimo ragazzo giovane.
Non mi spiego come tu possa volermi e desiderarmi così..ma ultimamente mi piace.
-Boss,tu hai una carica erotica che avvolge ogni mio senso e pensiero..
Io sorrido,mi scanso,ma quei occhi grandi color nocciola sanno esplorare ogni mio senso.
-hai voglia di un gelato? dice mentre sopraffatti da tanto lavoro siamo stremati.
– ma si dai,ma dubito che alle 3 di notte,troveremo qualcosa aperto.
– donna di poca fede,ride e si avvia verso il congelatore.
– Cornetto al caffè,fior di fragola o cremino?
Rido, perché sembra un bambinone felice.
– cornetto al caffè! Esclamo.
Prende i due cornetti,li scarta e ci rimettiamo a lavoro.
Sono inquieta, non riesco a concentrarmi, mentre è chinato sul PC io lo guardo,lo osservo..
Dio, quelle labbra mordono il gelato con tale sensualità..
-ohy..stai bene?dice mentre lo fisso.
– si si,ero assorta solo nei miei pensieri.
Si avvicina e con la bocca preleva una goccia di gelato caduto sulla mano.
Impazzisco, poggio il gelato sulla scrivania,lo afferro per il viso e mi fiondo sulle sue labbra…
Non si fa desiderare,il gelato cade sul pavimento,irruento,mi trascina al muro.
Mentre le nostre bocche si sfamano,siamo già mezzi nudi,le mani affamate,irrequiete ovunque.
– Sei una pazza,pazza,pazza ed io ti adoro…
Gli intimo di tacere e di baciarmi,di non smettere!
Sfilo l’elastico che ha nel polso,gli lego i capelli,mi toglie la maglietta e il reggiseno,mi bacia i capezzoli,mi accarezza la pancia,tocca la mia vulva con delicatezza e passione.
Cristo se amo la tua morbida pelle…
Non sono propensa ad andare oltre..
Afferro il suo pene turgido,lo masturbo qualche secondo, scanso la sua mano e lo introduco dentro.
Mi guarda come per dirmi che è ancora presto,ma io non voglio aspettare..
-shhh scopami,scopami urlo!
Si avvinghia a me non perdere il ritmo ed io stringo il suo collo con le braccia.
Bocca a bocca,occhi su occhi.
Gli sguardi caldi ed incandescenti,gli ansimi urlati al cielo,mentre la musica scorre da se.
La posizione ormai scomoda intima di spostarci sul divano.
Mi accovaccio sopra di lui,prendo possesso della sua erezione con i seni spiaccicati in viso.
Li stringe e li bacia,mentre io insaziabilmente su e giù voglio arrivare all’orgasmo,mi fermo,roteo, aumento la velocità fino a sfociare insieme nell’estasi totale.
Mi fermo su di lui..
Mi abbraccia..
– scusa..dico in un filo di voce!
Sorride..
Io,ti voglio così boss!
E forse ha ragione…
Devo vivere!

Alibi

E sei qui a cercare conferme che anche oggi io voglia parlarti di sesso..
Cosa ti piacerebbe leggere?
Come vorresti che lo facessi oggi?
Con quale alibi sei qui?
Vuoi possedere il mio corpo caldo o solo mettere le dita fra le mutande?
Vuoi riempirmi di te ,baciare le mie labbra carnose o restare li in disparte accovacciato sul divano mentre la tua erezione si fa strada mentre leggi?
Da che parte vuoi stare?
Vuoi fottermi o fotterti?
La mia pelle brucia e brama,la tua?
La via del peccato ha un solo incrocio…o mi prendi o ti perdi!